pittura veneta di confine

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E’ la pittura bresciana della prima metà del Cinquecento, una parentesi di quella di terra veneta. Prende le mosse dal colorismo di Tiziano, appreso sulla scorta di viaggi e dalla lezione del polittico nella chiesa dei SS. Nazaro e Celso di Brescia e lo fonde con il gusto per gli effetti luministici e aspetti naturalistici tipici della tradizione lombarda, influssi nordici, citazioni tra pittori.

Ne sono esempi gli splendidi brani di tessuti delle opere di Savoldo e Romanino, dove la luce  rende il colore vibrante, ricco e cangiante, creando l’illusione di vere pezze di raso e seta che sprigionano riflessi a ogni movimento del corpo.

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Informazioni su robertaprosapio

studentessa di Storia e critica dell'arte all'Università degli Studi di Milano
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