Caravaggio: “il regno del brutto non era ancora arrivato”

Caravaggio, Cena in Emmaus

Michelangelo Merisi, Cena in Emmaus (dettaglio), 1601, Londra, National Gallery

Il 29 settembre 1571 Michelangelo Merisi nasce a Milano e viene battezzato pochi giorni dopo nella chiesa di Santo Stefano in Brolo.

Formatasi nella bottega di Simone Peterzano, la sua cultura artistica è profondamente influenzata dalla pittura lombarda e da accenti veneti. Lo dimostrano lo spiccato naturalismo, l’attenzione al dettaglio reale, evidenti già nelle primissime opere romane.

Nella capitale dei papi Caravaggio arriva nel 1592, probabilmente grazie alla piccola eredità paterna appena riscossa, affamato di fama. è tuttavia l’indigenza a segnare i primi tempi del suo soggiorno: sconosciuto e ignorato il Merisi presta il suo lavoro in diverse botteghe, occupandosi di dettagli marginali in tele più complesse, come la realizzazione di fiori e nature morte.

Ma il ragazzo ha talento e per ingraziarsi il pubblico di committenti realizza piccole tele nelle quali sensuali giovani a mezzo busto, tratti dal vero, sono accompagnati da stupendi brani di nature morte. Il retaggio lombardo irrompe così nelle opere di Caravaggio, biglietti da visita per una carriera che, nel giro di pochissimi anni lo porterà a essere tra i pittori più famosi e chiacchierati di Roma.

Il Merisi resterà legato al genere della natura morta anche in opere successive, come la Cena in Emmaus della National Gallery di Londra eseguita nel 1601.

Sulla tovaglia candida dell’osteria l’artista si lancia in un magistrale still life, ricco di valenze simboliche: il pollo, simboleggiante il sacrificio, il vino con le sue valenze eucaristiche. Il cesto di frutta riprende la Fiscella già approdata a Milano nella collezione del cardinale Federico Borromeo: è la stessa la frutta bacata, ammonimento al tempo che scorre inesorabile verso la morte e la corruzione. Ritorna anche l’illusionistico sporgersi della base oltre il piano d’appoggio, ennesimo rimando all’instabilità e provvisorietà delle cose. In ultimo, un messaggio di speranza dato proprio dall’ombra che la cesta getta sulla destra, a forma di coda di pesce, probabile richiamo all’acrostico del Cristo.

http://www.nationalgallery.org.uk/paintings/michelangelo-merisi-da-caravaggio-the-supper-at-emmaus

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Informazioni su robertaprosapio

studentessa di Storia e critica dell'arte all'Università degli Studi di Milano
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